Il Programma del Movimento 5 Stelle



La Costituzione della
Repubblica Italiana

Democrazia Popolare (DP) non è un nuovo partito politico: è semplicemente un'organica lista di PROPOSTE che potrebbero integrare il programma del Movimento a 5 Stelle fondato da Beppe Grillo, che ad oggi rappresenta l'unica speranza concreta per chi crede nella possibilità di cambiare questo paese.
Movimento al quale il sottoscritto aderisce dando, con Democrazia Popolare, il suo personale contributo al dibattito programmatico interno.
In verde sono riportati i punti già inclusi nel programma del Movimento (e pienamente condivisibili), in rosso quelli di cui si propone la cancellazione e in nero quelli che potrebbero essere aggiunti al programma (compresi due nuovi capitoli: Giustizia e Politica Estera).





STATO E CITTADINI

- Reintroduzione del voto di preferenza
- Abolizione delle province
- Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
- Abolizione del Lodo Alfano (GIA' FATTO)
- Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
e per ogni cittadino elettore (il diritto di voto si deve accompagnare al dovere di conoscere principi e regole della nostra democrazia, come chi si appresta a usare qualsiasi utensile deve prima leggere il libretto di istruzioni)

- Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
- Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
- Divieto per i parlamentari di esercitare un'altra professione durante il mandato
- Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali.
Lo stesso dicasi per tutti i rappresentanti del popolo: ministri, i sottosegretari, il presidente del consiglio e della repubblica, i consiglieri e gli assessori comunali e regionali
- Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
- Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

- Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato
- Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
- Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum e con voto telematico (per risparmiare tempo e denaro)
- Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
- Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
- Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini
- Abolizione dei servizi segreti e del segreto di Stato
- Riduzione del numero dei parlamentari della Camera dei Deputati a 500 memebri dai 630 attuali.
- Sostituzione del
Senato con una Camera dei Cittadini estratti a sorte da una lista non partitica di candidati volontari (come proposto in Francia da Segolene Royale) che si affianchi alla Camera dei Deputati nell'approvazione delle leggi.
- Introduzione dell'obbligo di presenza in aula per i parlamentari (minimo 75% delle sedute): pena il loro decadimento dalla carica
- Introduzione di norme che pongano fine al progressivo esproprio del potere legislativo del parlamento da parte del governo: regolamentazione del ricorso alla delega legislativa, alla decretazione d'urgenza e all'imposizione della fiducia su decreti e disegni di legge governativi (nelle ultime tre legislature sono state emanate 354 leggi, di cui 306 di iniziativa governativa).
- Raccolta firme anche digitali per la proposizione di referendum e di leggi d'iniziativa popolare
- Promozione della partecipazione democratica e diretta dei cittadini alla gestione delle problematiche che li riguardano più da vicino, attraverso la creazione di Comitati di Quartiere (nelle città) e Comitati di Villaggio (nelle zone rurali) apartitici e aperti a tutta la cittadinanza, che portino le istanze della popolazione locale in sede istituzionale collaborando con le amministrazioni comunali.

ECONOMIA

- Introduzione della class action
- Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
- Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate
- Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
- Abolizione della legge Biagi
- Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
- Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
- Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite
- Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati
- Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
- Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
- Abolizione delle stock option
- Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei
- Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari
- Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
- Favorire le produzioni locali
- Sostenere le società no profit
- Sussidio di disoccupazione garantito
- Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).
- Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato NO perché queste aziende (tranne Mediaset) sono "imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali e hanno carattere di preminente interesse generale" (art. 43 della Costituzione) e per questo non devono essere lasciate alla concorrenza tra privati che, per sua natura, segue la logica del profitto, non quella dell'interesse collettivo (finora la liberalizzazione dei servizi pubblici ha prodotto solo prezzi più alti e qualità dei servizi più bassa). Inoltre si tratta di 'monopoli naturali' fisicamente incompatibili con la liberalizzazione e per i quali un operatore unico è più efficiente di una pluralità di operatori (è assurdo avere più dorsali telefoniche, più reti autostradali, più reti di distribuzione energetica o idrica, più reti ferroviarie).
- La fornitura dei servizi pubblici essenziali (rete fissa telefonica, rete stradale, ferroviaria, energetica, idrica, poste, trasporti pubblici, rifiuti) devono tornare in mano pubblica: il che non significa proprietà statale (che ha storicamente mostrato i suoi limiti in termini di efficienza e corruzione), bensì proprietà collettiva, o sociale, attraverso la forma della Società ad Azionariato Diffuso Cooperativo (non quotata in Borsa), nella quale sono i cittadini-lavoratori-utenti a possedere l'azienda e a partecipare democraticamente alla sua gestione (in assemblea ogni azionista-socio ha un voto capitario, che può esprimere anche telematicamente).
- Piano di rilancio dell'economia nazionale attraverso la riconversione alla produzione di tecnologie ecologiche innovative (auto elettriche, sistemi di produzione, immagazzinamento e trasporto di energie rinnovabili, riciclaggio, ecc.) delle industrie in crisi e delle industrie belliche.
- Introduzione del divieto di delocalizzazione aziendale, per porre fine al sempre più comune fenomeno della chiusura di aziene italiane e del loro trasferimento all'estero per abattere i costi del lavoro e quindi aumentare i profitti.
- Detassazione totale per i redditi di sopravvivenza, ovvero per stipendi e pensioni inferiori ai 15mila euro lordi annuali, che oggi pagano il 23% di tasse. Trattasi di una misura temporanea, destinata a decadere con l'introduzione della...
- Retribuzione minima intercategoriale stabilita per legge che sia "sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa" (art. 36 della Costituzione): l'ammontare andrebbe automaticamente agganciato al progressivo aumento del costo della vita (come accade in altri paesi europei e in Italia prima dell'abolizione della 'scala mobile'): oggi almeno 1.300 euro netti mensili. La stessa cifra deve essere garantita per la pensione minima legale.
- Abolizione dell'esenzione dal pagamento dell'Ici sui beni immobili della Chiesa non destinati al culto (il che permetterebbe di recuperare circa mezzo miliardo di euro all'anno)
- Nuova legge antiusura che stabilisca un tasso antiusura fisso, non variabile a seconda del mercato come avviene oggi in base alla legge 108 del 1996 (secondo la quale è usuraio il tasso il tasso medio periodicamente rilevato sul mercato aumentato della metà, con il risultato che oggi è legale chiedere interessi che vanno dal 5% fino al 24%!).
- Creazione di una Banca Mutua Nazionale (BMN) continuamente ricapitalizzata da tutti i cittadini (per mezzo di una microimposta generale dello 0,5%) che eroghi prestiti a famiglie e imprese a un interesse fisso del 3% così da facilitare l'accesso al credito. Per attirare capitali la BMN offrirà lo stesso interesse fisso del 3% netto sui depositi.
- Emissione di una moneta complementare statale sotto forma di buoni sconto (sul modello degli SCEC) accettati in tutto il sistema economico nazionale per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e incentivare il commercio. Lo Stato rilascia a ogni cittadino una CartaSconto, ricaricandola ogni mese con mille punti: ogni punto 'vale' un euro di sconto. La CartaSconto dà diritto a un sconto di almeno il 20% in tutti gli esercizi commerciali: se una cosa costa 10 euro, la si paga 8 euro usando 2 punti dalla CartaSconto. La convenienza dell'acquirente sta nel risparmio, nel suo maggiore potere d'acquisto. Quello del venditore sta nell'incremento di vendite generate da questa 'promozione'. Gli esercizi commerciali sono liberi di applicare sconti maggiori del 20% per attrarre più clienti.

ISTRUZIONE

- Abolizione della legge Gelmini
- Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti
- Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato
digitale
- Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo
- Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica
- Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti
- Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza)
- Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie
- Investimenti nella ricerca universitaria
- Insegnamento a distanza via Internet
- Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti
- Integrazione Università-Aziende SOLO per le Facoltà tecnico-scientifiche (senza compromettere la ricerca scientifica teorica di base, quella non applicata)
- Abolizione valore legale dei titoli di studio NO perché è quello che voleva il Piano di Rinascita Democratica della P2 (“per chiudere il rubinetto del preteso automatismo titolo di studio-posto di lavoro” e “per sfollare le Università”) e perché profondamente ingiusto verso tutti quegli studenti che hanno fatto sacrifici (magari anche economici) per ottenere un titolo di studio che migliorasse la loro condizione sociale (e magari quella della loro famiglia).
- Introduzione nelle scuole superiori di esami di verifica al termine di ogni anno scolastico in modo da garantire l'effettiva preparazione degli studenti.

GIUSTIZIA

- Abolizione delle riduzioni e degli sconti di pena (salvo per i collaboratori di giustizia)
- Riduzione dei tempi dei processi: abolizione del grado d'appello e potenziamento degli organici della magistratura
- Sostituzione della pena detentiva con i lavori socialmente utili (eccetto che per i reati contro la persona)
- Inasprimento pene per i reati economici come evasione e falso in bilancio, corruzione e concussione.
- Lotta al crimine attraverso la lotta all'emarginazione e alla clandestinità (eguali doveri derivano da eguali diritti)
- Accoglienza e regolarizzazione (permesso umanitario o asilo politico) per tutti gli immigrati clandestini (in fuga da guerre, dittature e povertà) e cittadinanza ai loro figli nati in Italia. Cittadinanza agli immigrati che risiedono e lavorano in Italia da 3 anni.
- Chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) e apertura di Centri di accoglienza e inserimento sociale (Cais) per l'insegnamento della lingua e la formazione professionale
- Introduzione del reato di intolleranza razziale, religiosa e sessuale.

POLITICA ESTERA

- Referendum sull'adesione dell'Italia nella Nato, trasformatasi da alleanza difensiva a braccio armato degli interessi statunitensi nel mondo
- Referendum sul mantenimento delle truppe italiane impegnate nella missione di guerra in Afghanistan in violazione dell'articolo 11 della Costituzione.
- Sospensione degli accordi bilaterali di cooperazione economica e militare (e di fornitura di armamenti) tra l'Italia e tutti quei regimi che non rispettano i diritti umani.

TRASPORTI

- Disincentivo dell'uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
- Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
- Istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
- Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
- Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
- Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
- Blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa
- Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
- Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
- Copertura dell'intero Paese con la banda larga
- Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
- Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
- Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
- Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
- Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
- Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.

ENERGIA

- Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici
- Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
- Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti
- Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava
- Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei. Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:
- Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti
- Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.
- Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
- Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
- Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
- Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
- Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò
- Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed escludendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
- Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

INFORMAZIONE

- Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano
- Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
- Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l'azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%
- Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un'asta pubblica ogni cinque anni
- Abolizione della legge del governo D'Alema che richiede un contributo dell'uno per cento sui ricavi agli assegnatari di
frequenze televisione
- Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l'azionariato diffuso con proprietà massima del 10%
- Abolizione dell'Ordine dei giornalisti
- Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici
- Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti
- Abolizione della legge Gasparri
- Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale
- Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico
- Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete
- Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa
- Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee
- Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato
- Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni
- Abolizione della legge Urbani sul copyright
- Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali
- Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all'atto della querela)
- Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all'accesso wi fi.

SALUTE

GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO
- Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito
- Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali
- Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità
FARMACI
- Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all'estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione
- Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come avviene ad esempio in Gran Bretagna)
INFORMAZIONE
- Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici
- Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice
- Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali 
- Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità, volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio
MEDICI
- Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci
- separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di operare nel privato
- Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata
- Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari
ORGANIZZAZIONE
- Liste di attesa pubbliche e on line
- Istituzione di centri unici di prenotazione on line
- Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line
- Investire sui consultori familiari
- Limitare l'influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione dei consigli di amministrazione
LOTTA PER IL DOLORE
- allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l'uso degli oppiacei (morfina e simili)
RICERCA
- Possibilità dell'8 per mille alla ricerca medico-scientifica
- Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare
- Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti
- Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all'estero in assenza di strutture nazionali
- Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale, la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione
AMMINISTRATORI PUBBLICI
- Eliminazione degli inceneritori
- Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).